wanna know?
October 26th, 2009 @ 10:31 _ noleggi a basso costo di molecolemanchi.
tanto.
ma porto rispetto.
comunque.
manchi.
tanto.
ma porto rispetto.
comunque.
come dire. non sono *affatto* stupida.
certi concetti, anche se espressi con oblique tecniche da guerilla o da agente segreto, li capisco pure io.
e li accetto.
il rispetto delle altrui decisioni è fondamentale. punto. qualsiasi siano le conseguenze.
(e nel mondo degli agenti segreti, comunque, sono una fottuta autorità).
free f f f f f freestyler,
rock the microphone!
hey dio della sfiga, sei contento?
ti senti moderatamente soddisfatto?
aggiungi pure un’altra cazzo di crocetta al tuo elenco di anatemi tanto io me_ne_fotto.
l’ennesima mossa sbagliata mi lascia alquanto perplessa.
perplessa circa l’impossibilità genetica di fare la mossa giusta: potrei riflettere per le prossime sette ere geologiche ma il risultato di un tale sforzo non sarebbe altro che l’esatto contrario di quello che avrei dovuto dire/fare.
parlo e non dovevo farlo, taccio e invece avrei dovuto dire qualcosa. scrivo e cade nel vuoto, non scrivo e il vuoto non si interrompe.
inesorabilmente.
una volta accertato l’errore, cosa è più importante?
trovare la soluzione più rapida e soddisfacente o perseguire con ogni mezzo il colpevole perdendo completamente di vista l’obiettivo finale, cioè la risoluzione del problema?
il cazziatone è produttivo. quel dito puntato fossilizzato nella posizione dell’accusa invece?
è davvero così importante?
io credo di no.
la *credibilità* può essere considerata metro di giudizio per un romanzo?
non un saggio o un manuale.
un ro_man_zo.
si possono amare poco i personaggi, possono essere l’ambientazione o lo stile o il tipo di storia. decine di cose possono non piacere o non soddisfare pienamente il lettore, ma non si può dire che “non mi è piaciuto perché non è credibile”.
secondo questa teoria “abissi d’acciaio” di asimov, per fare un esempio assolutamente a caso, non sarebbe meritevole, vonnegut non avrebbe ragione d’essere e via così. (dan brown è un caso a parte: dovrebbe essere messo al rogo non per il contenuto del codice da vinci ma per come è scritto, quindi, non la credibilità della storia ma lo stile).
non si può negare che una delle caratteristiche principali di un buon romanzo sia la sua capacità di trasportare il lettore in un altro mondo, in un altro momento. qualunque essi siano.
giudicare la credibilità di un romanzo significa, a parer mio, non aver capito un cazzo.
o, in alternativa, avere la stessa fantasia e la stessa capacità di astrazione dello sterco di protozoo.
mi affascina moltissimo il concetto di comportamento additivo.
lo sento abbastanza mio, nonostante il parere dello specialista.
wake me up when september ends, oppure alla fine dell’anno, oppure mai. non fa differenza alcuna.
prendersi cura, vigilare, vegliare.
non è servito, non serve e non servirà ad un cazzo.
e dire che non sono una persona pericolosa o invasiva. tutt’altro.
non c’è motivo di temere alcunché.
eppure.
o sbaglio? sono io il problema?
si?
beh, basta dirlo, soprattutto perché il sentimento prevalente è sincera e disinteressata preoccupazione.
VAFFANCULO
al destino, alla sfiga, a tutto.
desisto in via definitiva.
*intoccabile*.
ah! non mi avrete!
mai!
e invece lo so fin troppo bene quello che accadrà il giorno dopo.
e quello dopo ancora.
GM: allora com’è la situazione linus?
molecole: intendi l’antivirus?
GM: proprio quello. ormai mi leggi nel pensiero.
molecole: (aiuto).
- – - – - – - – -
GM: vado a mettere su il dispenser inos.
molecole: marca inos?
GM: no, il materiale.
molecole: inox?
GM: eh quello che ho detto.
molecole: (aiuto).
kings of leon – sex on fire
moby – porcelain
nirvana – lounge act
oasis – shakemaker
garbage – push it
kaiser chiefs – na na na na naa
roger waters – what god wants pt. I
libertines – vertigo
the breeders – cannonball
portishead – cowboys
elvis presley – suspicious minds
weezer – don’t let go
johnny cash – folsom prison blues
etta james – i just wanna make love to you
dream theater – hollow year