meglio di eukanuba.
Thursday, January 28th, 2010necessaria.
piacevole e anche solo marginale effetto collaterale.
questo vorrei esser
ti.
necessaria.
piacevole e anche solo marginale effetto collaterale.
questo vorrei esser
ti.
è inutile tentare di dare un nome a qualcosa di così prezioso.
inutile tentare di dargli una forma, una dimensione, un destino.
inutile.
e non serve nemmeno.
adesso capisco perché molte aziende sono così severe nei confronti dei propri dipendenti quando si parla di internet, telefono e flessibilità d’orario. adesso capisco benissimo.
lavoro per un’azienda molto permissiva da questo punto di vista, sarà per forma mentis sarà perché siamo quattro gatti. di fatto, non esistono limitazione di sorta. capita di avere l’urgenza di fare una telefonata personale, capita di aver bisogno del fax, capita di usare internet per scopi leggermente meno produttivi del solito. capita e nessuno ti azzanna alla giugulare per questo.
ma il fatto di essere dipendente di un’azienda del genere non giustifica la perdita della propria dignità, il proprio orgoglio di dipendete serio e meritevole.
non si possono fare 20 (v-e-n-t-i) fottute telefonate al giorno alla mamma per sapere come stà il figlioletto, non si possono passare ore e ore a cazzeggiare su internet e soprattutto tutto ciò non può essere spudoratamente fatto davanti al proprio capo, col quale si condivide l’ufficio. non gli si può dire “adesso non posso” perché si sta al telefono con la sorella, la madre, il nonno, il fidanzato, il cane o l’amico alieno.
paradossalmente non è etico, cazzo.
che mondo sarebbe senza livefast?
sarebbe un mondo brutto, oscuro, triste e soprattutto sarebbe un mondo senza header della madonna.
thanks bro, ti devo qualche mila-pinte di foster’s.
mi affascina moltissimo il concetto di comportamento additivo.
lo sento abbastanza mio, nonostante il parere dello specialista.
e invece lo so fin troppo bene quello che accadrà il giorno dopo.
e quello dopo ancora.
ci sono certi momenti in cui sembra che le cose vadano male ma a ben pensarci sono solo paranoie.
ci sono momenti in cui avverti la presenza di qualcosa di sbagliato, una sorta di sfuggente ed obliquo istinto primordiale che sussurra di rimanere in guardia, di montare le sponde ma è così inafferrabile che quasi quasi te ne dimentichi.
ci sono altri momenti in cui vorresti che le cose andassero tanto male quanto credevi stessero andando.
poi c’è la realtà, dove tutto va davvero a rotoli. molto più in fretta, molto più tragicamente e su tutti i fronti possibili ed immaginali.
senza scampo, senza sollievo.
e non rimane che correrecorrerecorrerecorrerecorrerecorrere.
striscia velocissima e silenziosa col suo ghigno sbieco e velenoso.
un sottile serpente dalle potenti spire, un’anti-vita che ti risucchia goccia a goccia, che ti paralizza, che spegne la tua voce.
le tue labbra però sono perfettamente leggibili quando mi dici “fottiti” e non lo stai dicendo solo a me perché nei tuoi occhi brucia ancora quella scintilla che conosco così bene, che amo così tanto.
e continuerà a bruciare, anche quando non ci sarai più.
una cosa che mi infastidisce però c’è (si ok, cazzi miei. I know), forse perché non capisco il senso di un certo tipo di competizione, forse perché il concetto di “autoreverenziale” è, as to say, inutile? (l’ho giò detto?).
beh dicevo, quella cosa che un po’ mi infastidisce è quel bisogno psicotico, sbavante e famelico che traspare da innumerevoli commenti su molti blog:
quel “io l’ho già scritto due settimane fa sul mio blog (link) e anche sul mio ff (link) per non parlare poi del mio twitter (link). hey l’ho addirittura annotata sulla lista della spesa (lista.spesa.jpg)” oppure “come già ho detto qui o come ho già sottolineato li”
esistono pochi blogger che possono permettersi tali pratiche (che mi piaccia o meno è assolutamente irrilevante) quindi, caro amico che anela alla notorietà, non ti sembra un po’ troppo deprimente scodinzolare in quel modo? non avresti forse bisogno di maggiore introspezione e di una più profonda riflessione circa il tuo approccio?
ok l’hai già detto sul tuo blog-twitter-ff ma, ed è questo il fulcro, se nessuno ti si è filato di striscio significa che gli altri lo hanno detto meglio. capisci? MEGLIO!
fattene una fottura ragione, suvvia.
dejame asì
sin palabras, sin respuestas
buscandote en los dobleces de la noche.
que no llega. que no habla.
sonriendo, por fin.
non voglio sapere più niente.
non posso sentire più niente. sono così stanca.
voglio solo tornare nel mio angolo e piangere in silenzio.
lontano.
in silenzio.
quando finalmente capita di incontrare persone alle quali si tiene particolarmente lo stupore è tale da lasciare quasi senza fiato. quando poi succede per caso l’unica cosa da fare è stringersi forte ed ordinare un altro giro di birra. come se ci si conoscesse da sempre. come se si fosse appena tornati da un lungo viaggio.
ho aperto un occhio nella penombra del mattino.
ho sorriso.
e l’ho richiuso.
come se stesse effettivamente succedendo.
come se questa pioggia fosse in qualche modo la stessa.