del senso del dovere e affini.

adesso capisco perché molte aziende sono così severe nei confronti dei propri dipendenti quando si parla di internet, telefono e flessibilità d’orario. adesso capisco benissimo.
lavoro per un’azienda molto permissiva da questo punto di vista, sarà per forma mentis sarà perché siamo quattro gatti. di fatto, non esistono limitazione di sorta. capita di avere l’urgenza di fare una telefonata personale, capita di aver bisogno del fax, capita di usare internet per scopi leggermente meno produttivi del solito. capita e nessuno ti azzanna alla giugulare per questo.
ma il fatto di essere dipendente di un’azienda del genere non giustifica la perdita della propria dignità, il proprio orgoglio di dipendete serio e meritevole.
non si possono fare 20 (v-e-n-t-i) fottute telefonate al giorno alla mamma per sapere come stà il figlioletto, non si possono passare ore e ore a cazzeggiare su internet e soprattutto tutto ciò non può essere spudoratamente fatto davanti al proprio capo, col quale si condivide l’ufficio. non gli si può dire “adesso non posso” perché si sta al telefono con la sorella, la madre, il nonno, il fidanzato, il cane o l’amico alieno.
paradossalmente non è etico, cazzo.

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  • 3 Responses to “del senso del dovere e affini.”

    1. ardez Says:

      …aziendalismo a gagganella su BonzoBarro.

    2. molecole Says:

      odio. odio. odio.

    3. Hermione Says:

      ma ZeLalla di che ti stupisci? Pensa a me, che sai dove lavoro…
      Mi ridono pure dietro perché in orario di lavoro non aggiorno facebook.
      La scema sono io, capito? tsk.

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