Track 3
è quasi buio. le ombre si allungano dagli angoli della stanza, striscianti, oblique. si alza. fa scattare l’interruttore a parete. la polverosa lampadina che penzola dal soffitto si accende con lo stesso entusiasmo che generalmente si riserva ad una visita dal proctologo. sarebbe gia dovuto arrivare, da un pezzo cazzo. vuole solo tornare alla sua vita di sempre o di niente, non fa poi così tanta differenza in fondo. perchè non è ancora arrivato? scruta dalla finestra con la vana speranza di vederlo spuntare dallo stretto passaggio tra la strada e l’angolo del palazzo ma c’è solo un cane rognoso che alza lo sguardo verso di lui mostrandogli un gran assortimento di denti, tutti canini. l’accendino è scarico. il cellulare è muto, immobile. la città è morta. c’è qualcosa nell’aria che gli fa rizzare tutti i peli sulla schiena e sulle braccia.