Track 2
lo sguardo continua a cadere sulla porta. nonostante cerchi con tutte le sue forze di concentrare l’attenzione su una qualsiasi altra cosa. la tazza del cesso riflessa nello specchio del bagno o la canna della pistola vista dalla parte sbagliata, tutto sarebbe meglio di quella maledettissima porta. si alza. fa un passo attraverso la stanza. si ferma, indeciso tra una spiccata repulsione ed una strana attrazione. improvvisamente qualcosa detro di lui fa un doppio carpiato, risale su ed esplode in un torrente di bile e birra. la sensazione è tale e quale a quella che darebbe bere un bella sorsata di acido da batterie. la porta non è altro che una normalissima porta, di legno, scolorita, di quelle che invece della serratura hanno un piccolo chiavistello. e non chiude neppure bene, la porta. è quello il problema. e se qualcosa cercasse di uscire da quel piccolo spiraglio che si intravede tra il battente e il pavimento? no, quello proprio non lo potrebbe sopportare, tutto ma non quello per pietà . sbatte le palpebre, è in piedi in mezzo alla stanza, la pistola puntata proprio sotto il mento. non solo appoggiata ma letteralmente ficcata nella carne morbida. sbatte ripetutamente le palpebre per essere sicuro. allontana la pistola, lentamente, come se fosse fatta di nitroglicerina. la porta è ancora li e sembra quello che dovrebbe essere. solo una vecchia porta. solo?